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🇪🇸 Buon compleanno a uno dei più grandi difensori centrali di sempre, Sergio Ramos!
Una carriera leggendaria con una bacheca impressionante:
🏆 4 Champions League
🏆 5 La Liga
🏆 2 Ligue 1
🏆 1 Trophée des Champions
🏆 4 Supercoppe di Spagna
🏆 4 Mondiali per club
🏆 3 Supercoppe UEFA
🏆 2 Coppe del Re
🏆 1 Mondiale
🏆 2 Europei
𝗦𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗜𝗖𝗢𝗡𝗜𝗖𝗢.
“Alcune etnie non hanno la nostra stessa sensibilità verso le donne”.
Sì, lo ha detto davvero.
Lo ha appena detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Lo ha detto a due giorni dal barbaro femminicidio di Messina per mano, testa e “sensibilità” del suo italianissimo collega di studi.
Lo vada a dire a Sara Campanella e alla sua famiglia che noi” di “razza” bianca abbiamo una certa “sensibilità” nei confronti delle donne.
Lo vada a dire a Giulia Cecchettin e a suo padre Gino che i maschi italiani sono fatti diversamente.
Lo vada a dire a Giulia Tramontano e alla sua famiglia.
Lo vada a dire al quasi 90% di donne vittime di femminicidio per mano di compagni, ex fidanzati, mariti, ex mariti, conviventi, stalker ITALIANISSIMI.
Invece di assumersi le enormi e conclamate responsabilità per aver negato per anni le radici del femminicidio e della cultura patriarcale da cui proviene, ora teorizzano anche sconcertanti ragioni razziali.
Prossimo passo, di questo passo, è il Manifesto della Razza.
Non avete decenza né cultura, non conoscete rispetto né dignità.
Ogni giorno più giù, sempre più giù, più giù, verso l’abisso.
Lorenzo Tosa
Ilaria Sula aveva 22 anni. Si trovava a casa dell’ex che lei aveva lasciato, quando lui l’ha uccisa, con i suoi genitori ancora in casa. Poi l’ha caricata in auto, ha messo i resti in una valigia e l’ha gettata come un sacco della spazzatura in un bosco a 40 chilometri da Roma.
Il corpo è stato ritrovato poche ore fa, dopo una settimana di ricerca.
Anche Sara Campanella aveva 22 anni, era tirocinante infermiera. Da due era perseguitata da un collega del Policlinico in cui studiava. La seguiva, la stalkerava, la pedinava. Lunedì mattina l’ha attesa fuori dall’università e le ha tagliato la gola. Un unico colpo, fatale.
Due femminicidi nel giro di poche ore, di fronte a cui certa stampa parla di “tragedia”, addirittura di “omicidio passionale”.
Questa non è una “tragedia”, come se fosse qualcosa di casuale, di isolato. E la passione non c’entra nulla, come non c’entra nulla l’amore.
Questo è il suo esatto opposto: l’assenza di ogni capacità di provare empatia, di comprendere la morte come concetto (come in “Adolescence”). Il risultato di anni di negazionismo del femminicidio, del patriarcato, della cultura del possesso, del rifiuto di ogni educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Dirò una cosa forte, ma Ilaria e Sara non sono state ammazzate solo dai loro carnefici ma anche da chi in tutti questi anni ha continuato a fingere di non vedere. E continua a farlo anche oggi.
O partiamo da qui. O cambiamo tutto. O stiamo solo preparando i femminicidi di domani.
Questo è.
Lorenzo Tosa